20-09-2018

FGAS: Il Consiglio di Stato da parere favorevole al nuovo schema di DPR

Lo scorso 13 settembre, il Consiglio di Stato, dopo aver respinto in una prima fase la bozza di Decreto per l’attuazione del Regolamento 517/2014, ha approvato la sua revisione definitiva.

Nelle motivazioni, la Corte conclude che la Sezione, approfonditi tutti i documenti istruttori nonché gli atti di integrazione degli elementi trasmessi, effettuata altresì la valutazione complessiva del testo e dell’articolato nel suo dispiegarsi, ritiene di esprimere parere conclusivo favorevole”.

I passaggi ora necessari sono la trasmissione del nuovo DPR al Consiglio dei Ministri per l’approvazione e la firma del Presidente della Repubblica per la definitiva emanazione.

Come già sappiamo, i temi legati al nostro mondo, non hanno mai riscosso particolare successo tra i politici, ma, ciò nonostante, sollecitando alcuni parlamentari, Assofrigoristi cercherà di fare ogni cosa possibile per arrivare a disporre di un provvedimento che ci allinea al resto d’Europa, mettendoci in una condizione di oggettiva consapevolezza degli effetti del regolamento F-Gas che abbiamo solo percepito (!) per tramite dell’incredibile aumento dei prezzi intervenuto nel corso del 2017.

Ribadiamo con forza quanto anche descritto molto bene nel suddetto parere, e cioè che “il Regolamento (UE) [e il nuovo DPR, ndr] mantiene l'obiettivo di protezione dell’ambiente rinforzando e introducendo specifiche disposizioni volte alla riduzione delle emissioni degli F-gas contemplati dal protocollo di Kyoto”: l’F-Gas, cioè, non è una norma che “certifica competenze”, ma una “norma ambientale”, ed è dunque assolutamente improprio chiamare i certificati personali “patentino del frigorista”. In modo corretto occorrerebbe chiamarli “certificato per l’abilitazione alla manipolazione dei gas fluorurati”.  

Si segnala che gli art. 7 e 8 del nuovo decreto riguarderanno gli obblighi di certificazione di singoli e imprese, con l’obbligo si iscrizione al Registro telematico nazionale, e l’istituzione della nuova Banca Dati nazionale per i fluorurati con gestione delle Camere di Commercio. ISPRA si limiterà a fare il suo lavoro, ovvero ,l’analisi e lo studio dei dati annuali.

Segnaliamo che, nell’emanare il parere, la Corte ha richiamato l’attenzione del Ministero sulla massima sollecitudine nell’emanazione dello schema in esame e “della nuova disciplina sanzionatoria (che dovrà necessariamente sostituire il ricordato d. lgs. n. 26/2013 attualmente vigente e per la cui emanazione il Governo potrà avvalersi della delega di cui all’art. 2 della legge di delegazione europea 2016-2017 – 25 ottobre 2017, n. 163), in mancanza della quale la effettività della disciplina qui esaminata sarebbe vanificata”.  

Come ogni norma, ahimè, oltre ai lati positivi porta con sé dei risvolti negativi, tra i quali “una quantificazione dei costi degli oneri attualmente imposti al sistema delle imprese dal suddetto obbligo e fornisce una previsione dei costi che potranno derivare dall’istituzione della banca dati, concludendo che il nuovo sistema della banca dati dovrebbe consentire agli operatori di sostenere minori oneri per oltre 29 milioni di euro all’anno”. Si tratta, dato il numero di circa 90mila imprese che operano nel settore, di un sovracosto di 322 euro ad impresa, che, sebbene relativamente modesto, costituisce un ulteriore onere che la filiera deve sapere che dovrà assorbire: la filiera, non le singole imprese!  

Restiamo in attesa.

La Direzione